ATTENZIONE: [il
seguente post può contenere SPOILER. Per non correre il rischio, si consiglia
la lettura della recensione SOLO a chi già conosce il titolo trattato.]
Confesso di averlo
visto quasi per caso non avendo la minima idea di cosa aspettarmi!
Conosco altri lavori di Kevin Smith, è un regista che apprezzo molto, di cui ammiro lo stile scanzonato e tipicamente anni ’90, la comicità anche un po’ volgare (lontani del “politically correct”) e le ambientazioni ai limiti dell’underground e/o di tipologia “nerd” (per nulla di moda in quel periodo).
Ma questo film mi ha colta di sorpresa e lasciata a bocca aperta.
Seppur ritroviamo le tematiche “firma” dei primi film di Smith, in questo c’è tanto tanto tanto di più!
Argomenti affrontati con una profondità e uno spirito d’osservazione stupefacenti, già intuibile in Clerks ma che in “In cerca di Amy” raggiungono il massimo!
La ricerca di se stessi, l’accettare il prossimo, la sincerità con se stessi prima ancora che con gli altri, l’ignoranza sulla omosessualità, il mettersi nei panni degli altri, l’uscire dall’etichette imposte dalla società, il proprio ruolo nelle vite degli altri, la consapevolezza di un percorso di crescita che ci cambia, il trovare il proprio posto nel mondo, l’essere realmente se stessi, il mettersi in discussione, il sentirsi inadeguati, la perdita… tutto questo e molto altro dentro un film scorrevole, divertente e che fa riflettere.
Conosco altri lavori di Kevin Smith, è un regista che apprezzo molto, di cui ammiro lo stile scanzonato e tipicamente anni ’90, la comicità anche un po’ volgare (lontani del “politically correct”) e le ambientazioni ai limiti dell’underground e/o di tipologia “nerd” (per nulla di moda in quel periodo).
Ma questo film mi ha colta di sorpresa e lasciata a bocca aperta.
Seppur ritroviamo le tematiche “firma” dei primi film di Smith, in questo c’è tanto tanto tanto di più!
Argomenti affrontati con una profondità e uno spirito d’osservazione stupefacenti, già intuibile in Clerks ma che in “In cerca di Amy” raggiungono il massimo!
La ricerca di se stessi, l’accettare il prossimo, la sincerità con se stessi prima ancora che con gli altri, l’ignoranza sulla omosessualità, il mettersi nei panni degli altri, l’uscire dall’etichette imposte dalla società, il proprio ruolo nelle vite degli altri, la consapevolezza di un percorso di crescita che ci cambia, il trovare il proprio posto nel mondo, l’essere realmente se stessi, il mettersi in discussione, il sentirsi inadeguati, la perdita… tutto questo e molto altro dentro un film scorrevole, divertente e che fa riflettere.
Si ha la netta sensazione che la storia sia quasi
autobiografica per l’intensità con cui si toccano certi argomenti; la
consapevolezza che sbagliando l’approccio spesso perdiamo qualcosa di veramente
prezioso e che rischiamo (insistendo sui nostri errori o per assecondare il
nostro orgoglio) di non ritrovare mai più.
Impossibile non chiedersi, durante la visione, io come mi sarei comportato/a?
Lo consiglio ad un pubblico con una certa sensibilità e pronto a mettersi in discussione.
Impossibile non chiedersi, durante la visione, io come mi sarei comportato/a?
Lo consiglio ad un pubblico con una certa sensibilità e pronto a mettersi in discussione.

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